di Elide Valentina Maria Romano
Laureata in Scienze della Formazione Primaria presso l’università degli Studi di Enna “Kore” e, attualmente, iscritta al corso di specializzazione per attività di sostegno didattico nella scuola primaria presso l’ateneo sopra citato.
Osservando la società odierna, ci si rende conto come essa si dimostri in continuo cambiamento e in continua evoluzione. Un rapido mutamento scaturito dall’innovazione tecnologica e dalla necessità di rispondere alle varie sfide ambientali e sociali del nostro tempo. Una società che va oltre i modelli tradizionali e che, talvolta, richiama il concetto di “società liquida” elaborato dal sociologo Zygmunt Bauman. Codesto concetto rimanda alla presenza di alcune dinamiche che si possono cogliere nella società contemporanea, tra cui: incertezza; precarietà; isolamento; spaesamento. ¹
Tali dinamiche sociali, di conseguenza, si vanno a riversare sulla vita dell’individuo, abitante e cittadino attivo di una comunità sociale, il quale rischia di ritrovarsi in una situazione di spaesamento etico, morale e valoriale.
Alla luce di ciò che è stato evidenziato, per prevenire il manifestarsi di questi fenomeni risulta importante che si vada a considerare e a valorizzare l’individuo come persona (in greco pròsopon: quello che viene visto da fuori, come il volto; in etrusco phersu, ovvero maschera)², essere umano e soggetto pensante avente differenti funzioni sociali e caratteristiche fisiognomiche. ³ Nella comunità, la singolarità si va a relazionare con la collettività. ⁴ Un continuo intersecarsi di dimensioni educative che si influenzano reciprocamente in un tessuto fluido e relazionale, secondo quanto evidenziato dalla Professoressa Nicolina Pastena⁵ nel suo libro Intersezioni didattiche, pratiche educative e dinamiche di apprendimento, ispirandosi al pensiero baumiano. ⁶
Saper riconoscere la sua dignità e il suo valore, vuol dire accogliere la sua interezza e la sua globalità. In altre parole, accettare l’Altro vuol dire accettare le sue potenzialità e, altrettante, fragilità. Di conseguenza, il singolo potrà esprimersi con maggior serenità all’interno di un contesto stimolante per il suo sviluppo personale, fisico e mentale.
Una figura che può creare un varco di luce capace di squarciare quella nebbia di smarrimento valoriale che attanaglia la società odierna è quella dell’insegnante, in ottica generale. Si tratta di una presenza discreta, ma significativa, che ha saputo e continua ad accompagnare, a sostenere e ad orientare l’essere umano in molteplici ambiti: scolastico; umano; sociale; relazionale; emotivo; valoriale; etico-morale. Come sottolinea la Professoressa Nicolina Pastena nel libro sopra citato, l’insegnante diventa un mediatore culturale, l’allievo un costruttore di senso e il contesto una risorsa. ⁸
Sin dalla nascita, infatti, il bambino viene inserito in un nuovo mondo in cui sono presenti diversi attori aventi diverse maschere sociali, secondo la visione ispirata al pensiero junghiano. Le prime che il bambino vede sono quelle dei propri genitori, prime figure di riferimento e la sua base sicura su cui fondare la sua esistenza. I predetti si dimostrano i principali e i più importanti agenti della sopravvivenza, della protezione e dello sviluppo emotivo del nascituro. Il loro ruolo è quello di accompagnarlo per tutto l’arco della sua vita. Attraverso l’accudimento costante, il contatto fisico e la risposta ai suoi bisogni, creano un ambiente protetto, che risulta fondamentale per promuovere la fiducia e l’autoregolazione nel bambino stesso.⁸ Di conseguenza, essi diventano i primi insegnanti che il bambino incontra all’inizio del suo percorso di vita.
All’età di circa tre anni, solitamente, il bambino si interfaccia con una nuova realtà, ovvero quella della scuola dell’infanzia, iniziando, gradualmente, a distaccarsi dal contesto familiare di appartenenza e che ha caratterizzato i primi anni di vita. Egli entra in contatto con una nuova figura, quella dell’insegnante di classe, la/il cosiddetta/o maestra/o. Questo passaggio segna una trasformazione importante. Da un lato, quindi, il bambino, inzialmente considerato come persona da accudire, entra in un contesto in cui è riconosciuto come studente, soggetto attivo e come agente del suo apprendimento. Adesso, egli diventa una persona da aiutare e non da assistere⁹, come afferma la Professoressa Luigina Mortari.¹⁰ Dall’altro lato, l’educatore non sarà il genitore, bensì l’insegnante di classe. Come afferma la Professoressa Marinella Muscar๹ nel suo articolo L’insegnante come porta della conoscenza, questa figura si dimostra come porta che si apre al mondo e che riesce a condurre i propri studenti, attraverso il processo di mediazione didattica, verso l’appropriazione di sistemi simbolico-culturali e contenutistici che vanno a caratterizzare lo sfondo didattico. Il docente, inoltre, fornisce allo studente gli strumenti adeguati per poter stare al mondo come persona e come cittadino, in prospettiva lifelong learning e lifewide learning. ¹² Come afferma la medesima autrice, nel suo libro Scuola inclusiva e insegnante di sostegno, il docente, in quanto modello di riferimento, dovrebbe rendersi conto di quanto il suo comportamento, le sue ideologie e le sue capacità relazionali abbiano il potere di influenzare la relazione docente-alunno e la vita dello studente in quanto persona. In soldoni, l’ insegnante deve dimostrarsi cosciente e responsabile riguardo le ricadute del proprio agire e del proprio essere sulla relazione educativa e formativa, in quanto si rivolge agli studenti, ovvero persone interiormente complesse e profonde. Guardando lo studente come persona e attore del processo educativo, si andrà a favorire un ambiente di lavoro sereno e incentrato sul rispetto valoriale autentico e valorizzante della persona, promuovendo un insegnamento orientato all’apertura, alla flessibilità, alla multi-dimensionalità e all’inclusione. ¹³
Come afferma il Professore Stefano Salmeri¹⁴, nella prefazione all’ultimo libro dell’autrice citata e nel suo articolo Interpretare la differenza per progettare l’inclusione a scuola, appare opportuno svolgere una corretta riformulazione della relazione educativa, in ottica ermeneutica, prendendosi cura dell’alterità e intendere la triade istruzione-formazione-educazione come un multiverso e sistema plurale capace di metabolizzare e accogliere la differenza. ¹⁵
Questo tipo di atteggiamento non si manifesta, esclusivamente, tra persone appartenenti agli ambiti educativo e scolastico, ma si riscontra, trasversalmente, in tutti gli ordini scolastici e nella vita quotidiana. Ognuno di noi, nel corso della propria vita, può ritrovarsi a ricoprire il ruolo di maestro di vita, di insegnante o di studente, incontrando persone con visioni del mondo differenti dalla propria, le quali possono essere bisognose di ricevere aiuto, sostegno o consigli. Allo stesso modo, anche, dentro di noi può nascere il bisogno di chiedere aiuto e di attingere ad esperienze altrui. Tali dinamiche possono avere luogo, solamente e soprattutto, quando le persone coinvolte si dimostrano aperte al dialogo e alla comunicazione, mostrando un atteggiamento empatico, sereno e accogliente.
Per questo motivo, è fondamentale che il bambino, e lo studente in generale, entri in contatto con modelli di riferimento autentici e di valore, capaci di trasmettere stili di comportamento e di pensiero corretti, senza sfociare in atteggiamenti pregiudizievoli o dogmatici, che risulterebbero limitanti e non educativamente adeguati. A supporto della tesi appena illustrata, è rilevante citare quanto esposto dalla suddetta Professoressa Marinella Muscarà e dal Professore Romano¹⁶ nel loro articolo Pensarsi professionista: esperienze narrative riflessive e ricognitive tra alcuni insegnanti della scuola dell’infanzia e primaria. In particolare, viene sottolineato quanto possa risultare importante una corretta preparazione e formazione degli insegnanti al fine di svolgere la loro professione in maniera costruttiva e adeguata. Essi dovrebbero dimostrarsi abili nel saper progettare un intervento educativo tenendo in considerazione le esigenze dei discenti ai quali si rivolgono, al fine di condurli verso il successo formativo, attuando un approccio critico e riflessivo nello studio dei fatti educativi e formativi.¹⁷
Lo studente, infatti, sulla base dei comportamenti osservati e messi in atto dalle figure di riferimento, imparerà, gradualmente, a contestualizzarli e a replicarli, anche, in altri contesti socio-relazionali. Tutto ciò accade, in quanto egli, gradualmente, riesce ad interiorizzare le azioni compiute dai diversi modelli osservati, fino a riuscire a riproporle e ad attuarle in ambiti differenti e in presenza di altre persone. Questo processo contribuisce a migliorare la sua esistenza nel mondo, poiché favorisce lo sviluppo di competenze socio-relazionali, linguistiche, emotive ed empatiche, oltre a capacità quali l’autocontrollo, l’autoregolazione e l’ascolto attivo. Tali competenze lo aiuteranno a relazionarsi con l’Altro e con l’Alterità, imparando a riconoscerli e a percepirli come una risorsa e non come un ostacolo o una difficoltà da allontanare. Imparerà a rispettare l’Altro come persona nella sua globalità, riconoscendolo come soggetto portatore di vicende esperienziali, ricchezza culturale e profondità emozionale.
¹ Bauman, Z., & Bordoni, C. (2013). Uguali e diversi nella società liquida. Reggio Emilia: Aliberti Editore.
² https://ortobene.net/rubriche/cosi-lontani-cosi-vicini/sul-significato-di-persona/.
³ https://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/P/persona.shtml.
⁴ https://it.wikipedia.org/wiki/Persona_(filosofia).
⁵ Associata di Pedagogia e Didattica Speciale presso l’università degli Studi di Enna “Kore” e Dottore di Ricerca in Metodologia della Ricerca Educativa. Ella pone la sua attenzione a vari settori di ricerca, tra cui: Embodied Cognition, Didattica Enattiva in ottica della Neurofenomenologia e della Neurofisiologia dell’apprendimento.
⁶ Pastena, N. (2025). Intersezioni Didattiche Pratiche Educative e Dinamiche di Apprendimento. Prospettive teoriche e Approcci metodologici innovativi, Lecce, Pensa Multimedia.
⁷ ibidem.
⁸ https://babywellnessfoundation.org/news-approfondimenti/accudimento-del-neonato-il-bisogno-di-amore-contatto-e-presenza/#:~:text=Il%20ruolo%20dell’accudimento,vita%20con%20serenit%C3%A0%20e%20fiducia.
⁹ Mortari, L. (2017). Educatori e lavoro di cura. Pedagogia oggi, 15(2).
¹⁰ Ordinaria di Pedagogia Generale e Sociale presso l’Università di Verona.
¹¹ Ordinaria di Didattica e Pedagogia Speciale presso l’Università degli Studi di Enna “Kore”. Presso la medesima università, la Professoressa ricopre, anche, i ruoli di: Direttrice del Dipartimento di Studi Classici, linguistici e della formazione; Prorettrice alla Didattica; Coordinatrice del Teaching and Learning Centre di Ateneo (T&LCK); Coordinatrice del Centro multidisciplinare di Alta Formazione per il Personale della Scuola (CaForPers).
¹² Muscarà, M. (2017), L’insegnante come porta della conoscenza, in <<Attraversare la soglia. Nove saggi sulle porte>>, G. Burgio, Palermo, Torri del Vento Edizioni.
¹³ Muscarà, M. (2018). Scuola inclusiva e insegnante di sostegno : la specializzazione come componente essenziale della formazione iniziale dei docenti. Lecce, Pensa multimedia.
¹⁴ Ordinario di Pedagogia Generale e Sociale presso l’Università degli Studi di Enna “Kore”. Presso il medesimo ateneo, egli svolge, anche, i ruoli di: membro del collegio di diversi Dottorati di Ricerca; componente del Comitato Scientifico di Collane, di Collane di Studi e di Rassegne, anche a livello internazionale; autore di saggi e articoli, anche in lingua spagnola e in lingua inglese; componente CdA e tiflologo della Stamperia Regionale Braille di Catania; Consigliere Nazionale UICI; componente del CdA della Biblioteca Italiana per Ciechi “Regina Margherita” di Monza.
¹⁵ Salmeri, S. (2017). Interpretare la differenza per progettare l’inclusione a scuola. Formazione & insegnamento, 15(2), 101-112.
¹⁶ Associato di Didattica e Pedagogia Speciale presso l’Università degli Studi di Enna “Kore”. Presso il medesimo ateneo e presso il Dipartimento di Studi Classici, Linguistici e della Formazione, egli ricopre, anche, i ruoli di: componente della Commissione didattica del Corso di Laurea in Scienze pedagogiche per la consulenza e la progettazione educativa; referente per le Disabilità e le Difficoltà di Apprendimento; delegato alla Ricerca e alla VQR; referente delle attività ITE eTwinning.
¹⁷ Muscarà, M., & Romano, A. (2023). Pensarsi professionista: esperienze narrative riflessive e ricognitive tra alcuni insegnanti della scuola dell’infanzia e primaria. Educational reflective practices: 1, 2023, 59-69.).


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