di Francesca Righini
GRUPPO FUCI “G.LAZZATI” UCSC, MILANO
STUDENTESSA DI LINGUE
San Pier Giorgio Frassati e la testimonianza del miracolato don Juan Manuel Gutierrez
Il 25 novembre 2025 nella sede milanese dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, si è svolto l’incontro-testimonianza “San Pier Giorgio Frassati: preghiera, azione e sacrificio”, organizzato dalla FUCI e dal Centro Pastorale dell’Ateneo in collaborazione con la Pastorale Giovanile di Milano e l’Azione Cattolica Ambrosiana. Dopo i saluti istituzionali di S.E.R. Monsignor Giuliodori, Assistente Ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e dell’Azione Cattolica, abbiamo avuto l’occasione di ripercorrere la vita straordinariamente ordinaria di San Pier Giorgio Frassati e di ascoltare la testimonianza del miracolato don Juan Manuel Gutierrez.
“Cos’è importante per voi giovani nella vita?”
Inizia così l’intervento del Dott. Roberto Falciola, vicepostulatore per la causa di canonizzazione di San Pier Giorgio Frassati, il quale cerca subito di coinvolgere la platea di numerosi giovani e avvicinare loro alla figura del Santo. Appare evidente come gli elementi della vita di Frassati siano gli stessi di quelli di molti giovani della nostra epoca: gli studi universitari presso la Facoltà di Ingegneria mineraria del Politecnico di Torino, i viaggi in Germania con il padre, la passione per la montagna, l’amore per Laura a cui, tuttavia, rinuncia. Ultimo ma non per importanza, la fede, colonna portante della vita di Pier Giorgio già a partire dagli anni del liceo dai Gesuiti di Torino, poi coltivato anche durante l’Università con l’intesa attività nella Fuci e nell’Azione Cattolica, culminato poi con la decisione di diventare membro del Terz’Ordine Dominicano. Come sottolineato da padre Alberto Casella OP, professore di Teologia presso l’Ateneo, la scelta del nome per la vita domenicana è tanto emblematica quanto inusuale. Pier Giorgio decide di chiamarsi “fra Girolamo” in onore di fra Girolamo Savonarola, figura spesso controversa e incompresa, ma anche rivoluzionaria che operò la sua missione nella Firenze del Quattrocento. È stata una vita semplice, ma fatta di scelte concrete e di perseveranza, spesso anche in contrasto con i valori dei genitori che, pur lasciandolo libero, non condividevano pienamente la sua scelta di fede. In questo senso, la vita di Pier Giorgio non sembrava destinata al Signore.
Eppure, Dio ama le sfide: ci cerca, ci insegue, ci ama; anche quando siamo o crediamo di essere lontani da Lui. Esattamente come ha fatto con Juan Manuel Gutierrez, un giovane di Città del Messico che riscopre la fede negli Stati Uniti dopo anni di allontanamento e sceglie di intraprendere la vocazione al sacerdozio.
Don Juan racconta, in inglese – con la traduzione simultanea di Simone Franchini, studente e membro del gruppo Fuci dell’Università Cattolica – come durante una partita di basket in Seminario, abbia sentito un forte dolore alla caviglia. Dopo una visita al pronto soccorso, il medico ipotizza uno stiramento muscolare del polpaccio. Vedendo che il dolore persisteva, segue il consiglio di un compagno seminarista chiropratico e decide di fare una risonanza magnetica per assicurarsi che non si tratti di un danno ai legamenti. Il mese successivo, quando giunge finalmente il giorno della risonanza, scopre di avere una lesione al tendine achilleo e che l’unica soluzione sarebbe stata l’intervento chirurgico.
“A whisper into my heart”
La notizia lascia Juan attonito e, da uomo di fede, decide di cercare conforto nella preghiera. Segue quello che definisce “un sussurro nel mio cuore” che gli suggerisce di iniziare una novena all’allora beato San Pier Giorgio Frassati. Don Gutierrez sottolinea come in quel momento non avesse una grande conoscenza di San Pier Giorgio e come la decisione di rivolgersi a lui sia arrivata quasi per caso, dopo la visione di un video su YouTube che narrava la vita di diversi santi e beati.
Ma il Signore con la sua Provvidenza vede più lontano di noi. Juan inizia così il suo pellegrinaggio di preghiera e un giorno, seduto ai lati della Cappella del Seminario, sente un forte calore. Pensa inizialmente al cortocircuito di una presa elettrica sotto i banchi, ma non vede il fumo né sente odore di bruciato. Realizza, così, che il calore proviene dalla sua caviglia infortunata. Don Juan pensa per un attimo alle modalità attraverso cui, talvolta, avvengono i miracoli, trovando diverse corrispondenze in ciò che lui ha vissuto. Tuttavia, non si ritiene degno né sente di avere abbastanza fede per ricevere tale Grazia. L’amore di Dio, infatti, spesso è talmente grande e inaspettato da farci sentire quasi inadeguati, ma Egli ci ricorda sempre che la Sua presenza non risiede nella nostra perfezione, ma nella nostra fede. Anche Juan di fronte a questo amore si commuove e, terminata la preghiera, si rende conto di non avvertire più dolore alla caviglia. È il 1° novembre 2017.
Alla visita successiva, il medico, dopo aver effettuato vari test, si pronuncia dicendo “Tu devi avere Qualcuno lassù che si prende cura di te”. Juan è scioccato e ripensa subito al calore sentito in Cappella, ma cerca di essere razionale e non lo rivela. Tuttavia, il verdetto del medico è molto chiaro: non c’è una spiegazione scientifica al rimarginarsi spontaneo di fratture di quel tipo. Gutierrez, non convinto, chiede se la radiografia possa essere sbagliata, ma vede escludersi anche questa possibilità.
A questo punto Juan è grato, pieno di gioia, ma sente che non è ancora il momento per parlare pubblicamente di quello che gli è successo, e, per anni, non si confida con nessuno. Finché un giorno, in Seminario, assiste ad una Conferenza tenuta da un membro del Dicastero delle Cause dei Santi, il quale si occupa di illustrare tutte le varie fasi che caratterizzano la procedura di riconoscimento e autentificazione dei miracoli. A lui, padre Juan, trova la forza di confessare quanto accaduto, e così, tessera dopo tessera si inizia a comporre il mosaico che porterà al riconoscimento del miracolo nel 2024 ed alla canonizzazione di Pier Giorgio, lo scorso 7 settembre 2025, in Roma.
Possiamo essere tutti Pier Giorgio Frassati?
È sorprendente notare come Pier Giorgio Frassati sia entrato nella vita di don Gutierrez. Non una vita perfetta, encomiabile, senza dubbi nel rapporto con il Signore, ma la vita di un uomo che ha colto in Gesù la possibilità di vivere un’esistenza autentica, di “non vivacchiare”.
Talvolta, pare difficile accogliere questa chiamata in un mondo in cui, come detto da padre Alberto Casella, “noi cristiani ci sentiamo un po’ sfigati”, ma Pier Giorgio ci testimonia come la vita vissuta nella fede sia tutt’altro che sfigata, ma sia una vita piena di gioia.
Quella gioia che risiede nel sentirsi guardati dall’alto, nel sentirci chiamati ad accogliere il Suo disegno per noi nella certezza che sia volto al Bene, a seguire i nostri sogni e la nostra vocazione. In un certo senso, quel “sussurro” sentito da Gutierrez è presente nella mente e nel cuore di ognuno e ci sostiene nella nostra quotidianità di giovani. Essa non è priva di fatiche, prove, scelte, distrazioni, ma è straordinaria nella sua complessità.




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